domenica 23 dicembre 2012

SE TI ABBRACCIO NON AVER PAURA.

Un padre e un figlio. Franco e Andrea.
E una moto.
E un viaggio su e giù per l'America.
Alla scoperta del mondo.
Niente di particolare probailmente, se non fosse per un piccolo dettaglio. Andrea è autistico.
Subito la mente vola a persone incredibilmente dotate per i numeri e chiuse in un mondo tutto loro. Ma mai la verità è stata più lontana.
All'epoca del viaggio Andrea ha sedici anni e tutta la voglia di essere normale, di sfuggire da quella malattia che lo tiene sospeso tra due mondi: il nostro e il suo.
E Franco con tanto coraggio e un pizzico di follia decide si può fare, si può partire per un'avventura del genere, senza pensarci troppo su, guidato dall'amore per questo figlio così diverso.
Il programma era di partire da Miami e arrivare in moto a Los Angeles, ma la vita certe volte prende pieghe differenti e così si scende un po' più giù, fino al Messico, e da qui fino al Brasile. Perchè fare quel passo in più, senza pensarci troppo certe volte è la cosa migliore che possa capitare. E allora gli occhi si aprono e il cuore è pronto ad abbracciare nuove persone con le loro culture e tradizioni. Abbracciare come fa Andrea, che con un gesto così semplice capisce le persone e decide se gli vanno a genio o no. Abbracciare così, senza un motivo comprensibile per noi, ma che per lui è un modo di comunicare.

Ho divorato il libro in pochi giorni e ho riflettuto molto sulle parole scritte da Ervas, che poi altro non sono che la messa in stampa dei racconti di Franco Antonello. Cosa farei io se ricevessi una notizia come quella che ha ricevuto Franco 18 anni fa? Avrei il coraggio di reagire?
Vale la pena porsi la domanda e cercare di darsi una risposta con tutta l'onestà di cui si è capaci. Perchè non sappiamo mai cosa ci riserverà il futuro.

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